|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
| |
 |
 |
| |
|
|
|
 |
 |
 |
 |
Un' artista che sa incantare. Pienone per l'esibizone della Jedlowski.
Solito grande successo per i concerti del vespro. La caratteristica che distingue la Rassegna Internazionale di Concerti, che si tiene ormai da 8 anni a Segrate, e l'originalità che trova il suo fondamento nella ricerca e nell'approfondimento storico della musica per "fare cultura" nel modo più completo e appropriato alle esigenze di un pubblico sempre più numeroso di appassionati della bella musica.
Il monologo per chitarra e voce che Maria Vittoria Jedlowski ha tenuto domenica 16 novembre nella Chiesa di Sant'Ambrogio al Fontes al Villaggio Ambrosiano di Segrate ha raggiunto lo scopo catturando per più di un'ora la folta platea, vivamente interessata al programma: un inconsueto alternarsi di compositrici viventi (alcune delle quali presenti al concerto) e di canzoni, di profondo significato letterario, della stessa Jedlowski. Un gradito bis ha concluso il concerto.
La Gazzetta della Martesana (lunedì 24 novembre 2008) |
|
 |
Duo impeccabile.
Tecnica
impeccabile, tocco estremamente omogeneo, sincronismo perfetto,
fraseggio
preciso e fantasioso: queste le
doti precipue del duo “Les Divertissements”, nel quale
Maria Vittoria Jedlowski è affiancata dal chitarrista Claudio
Ballabio in un sodalizio artistico cementato da anni di lavoro
e di ricerca in comune. Il duo ha appena pubblicato per l’etichetta
MAP il CD “Dialogo” che comprende musiche per due
chitarre di compositori contemporanei italiani. Raccolta di grande
interesse
perché affianca senza preclusioni ideologiche brani di
tendenze assai diverse, in un excursus che dal severo “Divertimento” di
Bruno Bettinelli giunge al divertente “Il Dittatore” di
Sonia Bo.
I due musicisti milanesi, convincenti e a loro agio sia nei brani
più tradizionali
che in quelli più vicini al linguaggio dell’avanguardia, rendono
al meglio lo spirito di ogni pezzo con partecipazione, eleganza e appropriatezza
stilistica.
La Provincia Pavese (27 luglio 2004), Maurizio Schiavo |
CD Dialogo
 |
| The CD
title “La Chitarra della Luna” is so called
because this CD is made up entirely of women composers and
credit must go to Maria Vittoria Jedlowski in following this
project
through and coming up with a recording which contains some
of the best 20th century music for guitar to come my way in
a long
time.
Maria Vittoria Jedlowski performs throughout his recording
with a thorough understanding of ideas of each composer. She
is a
very good player indeed and has enough power both technically
and musically to be able to put in convincing performances
of these works, the merits of some of them quite possibly
would
have been lost in a lesser player’s hands.
Recommended.
Classical Guitar Magazine, Steve Marsh |
CD La Chitarra
della Luna
|
 |
Mit einem satten
Arpeggio packt mich diese CD von der ersten Sekunde an Maria
Vittoria Jedlowski,
Mitglied von Suonodonne Italia, ist keine Lippenbekennerin,
sondern spielt seit Jahren Musik von Komponistinnen. Ihre
Auswahl ist attraktiv, die Stücke von Annette Kruisbrink, Chiara
maresca, Emanuela Ballio, Maria Linnemann, Jana Obrovska, Fernande
Peyrot, sowie Beatrice Campodonico stelt keine allzu hohen Ansprüche
an unsere Ohren, viele Stücke sind sogar äusserst
unterhaltsam. Ausserdem ist die CD fabelhaft aufgenommen, das
Instrument klingt präsent und warm, und die Gitarristin
trifft nicht nur die jeweilige Atmosphäre eines Stücks,
sondern führt uns auch sicher durch die foemalen Klippen
der Partituren.
ClingKlong n° 46 del 2001, Lislot Frei |
…una produzione tutta al femminile
per rivelare un patrimonio musicale di notevole interesse, troppo
spesso tenuto ai margini dai circuiti che “contano”. … Qui
ci troviamo di fronte ad un repertorio davvero molto variegato,
ma che non rinuncia mai del tutto alla dimensione comunicativa. … Certamente
il valore di queste musiche sarebbe destinato a rimanere inespresso
senza l’apporto fondamentale di un’interprete all’altezza
dell’impegno che esse richiedono: per nostra fortuna Maria
Vittoria Jedlowski non appartiene a quella falange di professionisti
del repertorio contemporaneo che ad una prima esecuzione raramente
ne fanno seguire una seconda. Al contrario il suo percorso musicale,
lungi dall’esaurirsi nella ricerca del nuovo a tutti i
costi, si sviluppa continuamente anche in direzione dello scavo
interpretativo. Suo scopo principale rimane ostinatamente la
comunicazione, il contatto emotivo con l’ascoltatore,
pienamente raggiunto anche in questo frangente – nonostante
l’utilizzo di un medium freddo come la registrazione – grazie
alla limpidezza esemplare del fraseggio, al senso ritmico pulsante
e vitale, al controllo della dinamica portato fino al limite
estremo di un pianissimo che toglie il respiro. Tutto questo
fa sì che la Musica ci raggiunga, fin dal primo istante,
con l’intatta energia che scaturisce dalla gioia di
un incontro nuovo da tanto atteso: in una parola queste esecuzioni
traboccano di un entusiasmo contagioso, ormai raro a sentirsi.
L’erbaMusica n°39 luglio 2000,
Vittorio Casagrande |
|
|
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
|
|
|
|